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70 anni raccontati dal Presidente (1° parte)

Il “Sanlu”, una storia ricca di gol lunga 70 anni raccontata dal Presidente Ezio Peruzzo
 
 
LA FONDAZIONE E I PRIMI ANNI
Il San Luigi Calcio è la continuazione dell’Esperia, fondata il 1° agosto 1951 da Mario Basso che assieme ad un gruppo di amici iscritti alla Democrazia Cristiana, crearono questa Società con sede in via della Raffineria e campo di gioco presso l’Ilva di Servola. Nel 1960 all’età di quindici anni, dopo averne trascorsi cinque in collegio, mi iscrivo all’Istituto Volta ed incontro come compagni di scuola un gruppo di ragazzi che giocano a calcio nell’Esperia. Con loro nasce un’ottima amicizia e ben presto vengo invitato a fare parte della loro formazione. E’ l’inizio di una passione che tuttora mi lega a questa Società, della quale faccio parte prima come giocatore fino al 1973, quindi successivamente in veste di allenatore, dirigente, vice presidente ed infine presidente. Assieme ad un gruppo di dirigenti diamo vita al Settore Giovanile, uno dei primi costituiti a Trieste. Nell’arco dei miei anni di vita sanluigina ho assistito a tanti cambiamenti, legati al mutamento degli stili di vita, alla crescita economica, all’aumentare della passione per il mondo del calcio. 

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Degli anni ’70 ricordo le grosse difficoltà di crescita della nostra Società. Tra tutte quelle legate a trovare una sede, ma soprattutto un campo, dove poter vivere i nostri momenti di aggregazione; questo perché, nel 1966, la Società si trasferisce nel rione di San Luigi, usufruendo del Centro Sociale di via dei Mille. Nel corso di quegli anni, le istituzioni sono quasi completamente assenti ed i funzionari comunali risultano irraggiungibili. Per parlare con uno di loro, il percorso è arduo: a volte mi sembrava come di dover “andare dal Sindaco”. Per contro c’è un gran numero di volonterosi e appassionati genitori disposti a prestare la propria opera gratuitamente. 

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Questo fa si che da soli riusciamo a costruire un campo, seppure di dimensioni ridotte, e la sede, con relativo ristoro. Proprio la costruzione della sede è emblematica de “l’arte di arrangiarsi” che ha contraddistinto la crescita della nostra Società.

GLI ANNI ’80
Corre l’anno 1981 e, a distanza di cinque anni dal terribile terremoto del Friuli, l’opera di ricostruzione volge al termine. Si rendono libere quindi le baracche, che parecchi Comuni concedono in regalo. Colgo quindi l’occasione di accordarmi con il Sindaco di Artegna ed in due fine settimana, in una decina di amici smontiamo un prefabbricato e lo portiamo a Trieste, dove viene rimontato e destinato a sede sociale e bar, funzioni svolte ancora oggi. La retribuzione per questi volontari consiste in gustosi panini, una sostanziosa frittata e qualche bicchiere di buon vino. Sono anni di puro pionierismo. Tutti coloro che si sentono partecipi della Società portano qualcosa dal proprio posto di lavoro, dalla propria cantina e anche da qualche discarica. Tutto va bene e può servire, visto che i soldi scarseggiano. Sul campo a undici di via Felluga in quegli anni si gioca a hockey su prato e a rugby. Quindi noi amanti del calcio, possiamo giocare solamente quando il campo è libero. 

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Siamo perciò costretti ad emigrare in via Flavia, all’Ervatti di Prosecco, addirittura al Villaggio del Pescatore, oppure sul campo del Gaia a Trebiciano. Tutto questo richiede un grosso dispendio di energie ed un impiego di molte persone. Corre l’anno 1982 quando vengo eletto Presidente, carica che ricopro da allora con infinita passione per i colori biancoverdi. Ma ritorniamo alla storia ….

LA NOSTRA CASA
Nel 1989 ci viene finalmente affidata la gestione del campo a undici. Questa concessione ci permette di usufruire di maggiori spazi. Ne consegue una crescita sia dal punto di vista numerico, a livello di giocatori iscritti, che dal punto di vista tecnico. Due le date storiche per la nostra attività: 9 dicembre 2002, giorno in cui viene inaugurato il campo in erba sintetica a undici; il 28 ottobre 2005 c’è invece l’inaugurazione del campo a sette, anch’esso in erba sintetica, e intitolato a Franco Piazza, dirigente comunale per anni impegnato nell’ambito sportivo cittadino. 

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Entrambi i campi negli ultimi anni sono stati rifatti con l’utilizzo di manti erbosi di ultima generazione. Inoltre gli spogliatoi della struttura a undici è stata rimessa a nuovo alcuni anni fa, mentre oggi è in fase di costruzione la nuova palazzina adiacente al campo a sette, che comprenderà oltre agli spogliatoi per l’attività di base, anche la segreteria, le sale riunioni, il bar e spazi adibiti ad aggregazione. Il San Luigi è infatti attento anche all’aspetto sociale e in questo contesto si inserisce la “Sagra di San Luigi”, che ormai da decenni fa compagnia agli abitanti della zona nelle serate del mese di luglio, manifestazione che coinvolge dirigenti, tecnici, atleti e sostenitori del nostro sodalizio. La sagra è l’occasione per trascorrere qualche ora in compagnia della musica e potendo ballare, ma soprattutto di gustare l’ottimo cibo. 

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- fine della prima puntata -

Valter Gridel